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Gli outfit piū belli per la Dolce Attesa

Sei incinta! Il guardaroba incomincia a diventare scomodo e stretto. Non vuoi certo fare pressione con jeans, cerniere, bottoni e fascette in vita, sul quel luogo sacro e delicato posto nel tuo ventre, quel nido d’amore e benessere, ove il tuo piccolo cucciolo umano si sta formando. Magari devi partecipare ad una cerimonia, a un’occasione speciale e non sai davvero come vestirti. Allora ti fiondi nel negozio premaman e scopri quegli orrendi pantaloni con la fascia in Jersey e quella “finta” vita bassa, ripiegata su se stessa, che fa mille pieghe e sta male sotto qualsiasi top. Oppure i soliti abitini con taglio imperiale sotto il seno, arricciati sotto che ti farebbero sembrare una balenottera. Delusione!

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Il tuo bel pancino non merita forse di essere visto ed ammirato come quello delle VIP? Forse per questo, la “divisa” attualmente più vista, meno drammatica e più comoda, adottata dalle future mamme, anche VIP, soprattutto a partire dal 5° mese di dolce attesa, è indubbiamente l’abitino, stretch o fluido che sia. La divisa alternativa per il giorno ė quella composta da leggins e maxi shirt.

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Investire i propri risparmi in una linea premaman dedicata, durante questi, relativamente “pochi”, mesi di trasformazione del proprio corpo, non é per tutte. Soprattutto non per coloro che stanno attente al budget, costrette a centellinare le uscite di denaro, a maggior ragione in vista dell’arrivo di un nuovo piccolo “consumatore” in famiglia.

C’è poi chi non si pone assolutamente il problema, anzi! É solo alla ricerca di qualcosa alla moda, che non ingoffi, che non sembri troppo retró, nel senso negativo del termine, qualcosa che dia ragione alla bellezza del corpo magico della donna gravida che si trasforma per amore.

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La felicitá delle future mamme non é fatta solo di aspettativa e contentezza per l’arrivo del bebė. Ė fatta di ormoni e di endorfine. Ecco qual é il miglior momento per dedicarsi ad acquisti di gusto che possano tornar utili anche nella fase successiva alla nascita.

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Parleremo quindi non solo di divise premaman da giorno. Vediamo insieme gli outfit da sera e da cerimonia premaman  che vanno un po’ fuori dall’ordinario, ma soprattutto dal vecchio e dal consueto.

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Gli Abiti Taglie Forti 2016 ad esempio, non dovranno essere per forza premaman. Ci sono abiti super-trendy che svolgerebbero benissimo la funzione come quello indossato da Candela Novembre in occasione del party di Stella McCartney.

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Diamo ora un’occhiata ai modelli di abiti da cerimonia 2016 pensati esclusivamente per le donne in dolce attesa.

A Milano spicca una boutique di intimo, abiti da giorno e da sera esclusivamente premaman da urlo, quella di Pietro Brunelli in Via Fiori Chiari 5, vera istituzione nel cuore di Brera, che vale il discorso contrario a quello fatto in precedenza. Cioè se alcune donne non vogliono/possono investire in capi premaman, é anche vero che Brunelli ti fa venire voglia di essere incinta anche quando non lo sei, per l’originalità e lo charme esclusivo dei suoi capi sempre gai, eleganti, freschi e alla moda. Dall’intimo, al jeans, al tailleur, all’abito premaman per le occasioni speciali, l’assortimento di questa boutique offre un’ampia gamma di proposte chic, ideali per rendere giustizia alla forma sensuale della donna in attesa.

Vediamo di seguito alcune immagini recenti delle sue linee Maternity, i cui capi vengono scelti e indossati spesso dalle VIP.

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Vi daremo altri suggerimenti interessanti nei prossimi articoli.

 

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Elio Fiorucci vola tra i suoi angeli: lutto nel mondo della Moda Italiana

Il mondo del Fashion Italiano, quello con la “I”maiuscola, é in lutto. Ė passato a miglior vita l’amorevole Elio Fiorucci.

Elio Fiorucci é stato uno straordinario creativo! che ci ha aperto gli occhi sul mondo, che ha cambiato i connotati alle mere consuetudini, in un periodo in cui non tutti potevano permettersi di viaggiare.

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In un periodo in cui non esistevano i voli low-cost e non era cosí “normale” ed “ovvio” essersi fatti un giro in Camdent Town o in People Square(ndr).

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Sin dagli esordi sperimentali, legati a quelle poche paia di ciabatte commercializzate presso l’attività paterna e che lui aveva trasformato applicandoci i “fiorucci”, l’allora giovane Elio si dimostrò un personaggio scaltro e intraprendente.

Finí per poi lanciare il suo personale brand, partendo proprio dalle ciabatte, non prima di aver fatto una chiacchierata con una fashion editor di Amica.

Un personaggio che proveniva da una famiglia numerosa, penultimo di 5 fratelli e “purtroppo”, per il padre preoccupato per il suo avvenire, per niente secchione! Si vede che Elio aveva ben altro a cui pensare, dato che é riuscito poi a creare un impero nell’ambito della Moda pop e casual e in quello del life-style, concetto da lui “importato”, dal food all’home, con un’espansione costante e di successo, una carriera brillante e mondana, durata più di trent’anni.

Nel ’67 il primo negozio Fiorucci inaugurava in Galleria Passarella a Milano, con un testimonial d’eccezione, un Adriano Celentano che vi approdava nella Cadillac Rosa. L’intuizione e la motivazione fu quella di portare le novità dall’estero, dai centri di tendenza: London e New York, tutte le hit londinesi e statunitensi, in diretta da Carnaby Street e NY, sino a Milano.

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Fu così che gli italiani cominciarono a pensare ad un nuovo concetto, quello di life-style.

Eccolo in uno scatto con la magica Vivienne Westwood, donna dal life-style piuttosto punk!

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Negli anni 70 aveva aperto i negozi monomarca nella Grande Mela, New York e nella Londra pop, ispirandosi alla street-life di King’s Road.

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Il suo connubio con le arti, tra cui la musica, la sua ammirazione per uno stile pop colorato, allegro e trasgressivo, lo avevano reso non solo popolare, ma amico, promotore e collaboratore degli artisti pop per eccellenza come Keith Haring e Andy Warhol. Tanto da essere definito nel fashion system: lo stilista pop.

A Londra, Andy ne fece negozio di riferimento per la diffusione del suo magazine Interview, mentre Keith rivoluzionò lo store Fiorucci, tappezzandolo delle sue opere e trasformandolo in una galleria d’Arte nel periodo del graffitismo.

I negozi Fiorucci furono tra i primi concept-store ad aprire in Italia. L’ispirazione venne da una donna, quella che aprì lo store Biba in London: la figlia virtuosa e lungimirante dell’ambasciatore polacco, Barbara Hulanicki. Arte, Design, Moda e Food, convivevano nei diversi angoli, i cosiddetti corner, dello stesso negozio.

foto-testo eb5e75b1a0dd1afd4cb9eac5c313d5a2Il negozio multi-department store di Fiorucci in Milano a San Babila, é ricordato da tutti come la prima esperienza di negozio multi prodotto. Esperienza di un range di offerta che va dall’abbigliamento ai gadget, dalle curiosità al food, in un’atmosfera allora molto innovativa, allietata da musiche, profumi, come in un nuovo parco urbano dell’intrattenimento.

Nasceva quindi un nuovo modo di vivere lo shopping.

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Promotore in Italia dell’ampia gamma di jeans, tra i quali jeans stretch, Fiorucci, giá affermatosi a livello internazionale a partire dai ’70, con estimatori del jet-set mondiale del calibro di Madonna, Margaux Hemingway, Grace Jones e Bianca Jagger, aveva portato negli anni ’80 quella freschezza giovanile, con quella grafica colorata un po’ pazza, un po’ fluo e perfetta, che fu tanto amata dai teen-ager e dai globe-trotter e in seguito dai figli dell’Italia bene e della borghesia: i paninari.

La felpa Fiorucci diventò quindi anche un simbolo di status sociale. 

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1000 progetti sono stati realizzati da e con Fiorucci:

Fu il primo a creare un accordo con la Dupont per creare il tessuto jeans stretch fatto dal mix di Lycra Dupont e Denim….

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Fu il primo brand a firmare una linea di occhiali e a stravolgere la carrozzeria di un auto col colore, nella fattispecie per Alfa Romeo…

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Persino i contemporanei allestimenti colorati e allegri, in stile Hawaiano, per i sedili degli aeromobili di EuroFly sono ad opera del Fiorucci Design Office.

Ricordiamo le sue più recenti T-Art, linee di t-shirt artistiche divenute must in tutto il mondo.

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Oltre a questa idea di voler colorare il mondo, la coscienza etica maturata in Elio Fiorucci lo ha portato a sviluppare progetti come la “Love Therapy” nel 2003, linea dedicata per felpe, abiti, t-shirt e jeanseria e successivamente a partecipare attivamente come garante al Manifesto “La coscienza degli animali”, nel 2011.

Divenuto vegetariano per scelta, ha sostenuto successivamente progetti animalisti e naturalisti, legati al WWF, alla difesa della foresta amazzonica e degli animali.

Sempre naturalmente sensibile allo spirito del tempo, Elio ci ha lasciati ieri 20 Luglio 2015, con la stessa naturalezza con cui ci ha guidati nel suo mondo variopinto e gaio.

Nessuno se lo aspettava. Godeva di buona salute.
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Con enorme cordoglio, diciamo “buon viaggio” ad un uomo straordinario, creativo, innovativo e intraprendente che ricordiamo attorniato dai suoi colori pop neon e dai personaggi che lo hanno ispirato.

…con quel leggiadro sorriso stampato in viso.

Ciao Elio!